Simonetta Gasparini Fotografie


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PTeatro

Presentazione Teatro

Cominciò così, con i colori che mi attraevano per la forza delle loro voci, perché cieli prati fiori prima, e luoghi angoli di paese persone stati d'animo dopo, emettevano - e continuano a farlo ancora adesso - delle voci, delle note, dei beep da alfabeto morse, che mi piaceva pensare di saper decodificare, ma soprattutto ripetere. Ma a parte disegnare quello che ascoltavo, per molti anni non feci nient'altro, né delle voci, né dei colori. Quando entrai nel mondo del teatro e il mondo del teatro entrò nella mia vita - successe nello stesso momento - trovai la chiave di lettura per intrapretare il richiamo delle linee e dei colori e fonderli nei caleidoscopi di parolemusica che mi nascevano dentro. Oltre alla recitazione mi sono dedicata alla scenografia, alle luci di scena e a questo devo l'emozione delle situazioni immaginate che diventano realtà: come quando borghi e rocche di cartone piegato, stagliati contro fondali dipinti e illuminati da luci rimbalzate su superfici riflettenti danno la sensazione di una città di fiaba al crepuscolo. La scoperta che il corpo è una vera cassa di risonanza e l'esperienza delle possibilità che può avere una voce su un palcoscenico fu, ed è, però più emozionante ancora. Potenza della parola parlata, parola preghiera, condanna, sussurro d'amore, parola-ricordo, speranza, a seconda; parola-pagina letta affinché l'importanza del suo messaggio venga liberata in energia dai ciocchi delle sillabe e continuamente consegnata a chi ha voglia di ascoltare. Focolare attorno al quale riconoscersi, come da lontano si accolgono i segni da sempre conosciuti o attesi, o attorno al quale raccogliersi, membri della stessa assemblea di esseri che leggono, pensano, scrivono, sentono. Da qualche anno mi dedico prevalentemente alle letture interpretative, spesso di poesie, o di testi che trattano temi storici o d'attualità. Quando preparo i testi da interpretare mi piace portarmeli dentro e andare a caccia di ispirazione con la macchina fotografica: l'acqua che scorre, gli eventi tutti che accadono, i momenti che le persone condividono con le altre, la corteccia di un albero, il mondo dello spettacolo, la memoria della terra, sono cassetti che custodiscono il ricordo del futuro, l'aspettativa del passato, sono da sempre le mie muse e le mie vere voci.

Cliccando sulla prima figura comparirà una serie di fotografie che prendono spunto da un evento: si tratta di quello che ho "visto" in una parte di testi o di poesie che ho letto nel corso di interpretazioni a leggio e di reading, perlopiù recenti. Vuole essere una loro traduzione in linee e colori, ecco perché l'ho chiamata
PAROLECOIPIXEL. Ho inserito anche qualche foto di scena, ma anche del backstage: un mio omaggio a chi sta "dietro" ed a tutti gli ideatori e collaboratori, in breve a tutti gli amici che prestano il loro tempo e la loro dedizione affinché l'idea di un evento come quelli mostrati nasca e venga sviluppato. A dirla tutta, PAROLECOIPIXEL mi è stato provocato per molti aspetti e senza che lo sospettassero, per .. colpa loro.

La sezione successiva,
PIXEL&PAROLE, raccoglie una piccola scelta dei tanti brani amati: poesie che ho sentito recitare da altri, brani di libri che ho letto, o testi che non sempreo letto ad un pubblico, anche se spesso l'ho fatto per piccole, ristrettissime platee; alcuni mi accompagnano da anni, e con gli anni sono diventati un po' la mia ossatura, il mio mantra, e altro ancora.

E infine
CANZONICOIPIXEL con testi bellissimi ma con in più l'aggravante meravigliosa della musica.

PAROLECOIPIXEL

PIXEL&PAROLE

CANZONICOIPIXEL


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